Renault: piromaniaco piano di taglio, 20% di perdite in ingegneria
Renault, sull’orlo del precipizio, ha annunciato un drastico piano di riduzione del personale: fino al 20% degli ingegneri globali nei prossimi due anni. Un’operazione brutale, mirata a contenere i costi in un mercato sempre più feroce, soprattutto quello cinese.
Byd, la minaccia rossa: la scoppia la guerra dei costi
La decisione, che potrebbe interessare oltre 2.000 ingegneri in tutto il mondo, è una risposta diretta alla crescente pressione competitiva proveniente da BYD. Il colosso cinese sta erodendo quote di mercato, offrendo veicoli elettrici a prezzi irrisori, mettendo a dura prova la posizione di Renault.
Il gruppo francese, pur ribadendo l'impegno per la ricerca e sviluppo in Francia – con un focus particolare sul Technocentre di Parigi – ha intenzione di ridefinire le proprie strategie, concentrandosi esclusivamente sui progetti ad alto valore aggiunto e tagliando drasticamente le attività di supporto. Un’operazione di streamlining radicale, con un unico direttore tecnico, Philippe Brunet, alla guida della macchina.

La fraglia cinese: un’ancora di salvezza?
La situazione è critica, ma Renault cerca di sfruttare ogni opportunità. L’utilizzo di componenti cinesi e la collaborazione con i centri di ricerca di Shanghai, come dimostra lo sviluppo del Twingo elettrico, rappresentano un tentativo disperato di rimanere competitivi. Un investimento mirato a contenere i costi, ma anche a imparare dai maestri del mercato cinese.
Ma la realtà è spietata. Le azioni di Renault sono in forte calo, un campanello d'allarme che non può essere ignorato. Il consiglio di amministrazione, guidato da François Provost, ha già avviato una politica di tagli aggressivi, con l'obiettivo di accelerare la produzione del R5 e del Clio. E le voci sul possibile licenziamento di centinaia di ingegneri in Francia – secondo quanto dichiarato da Laurent Giblot del sindacato CGT – sono inquietanti. Un’operazione che rischia di compromettere la capacità del gruppo di raggiungere l'ambizioso obiettivo di 36 modelli entro il 2030.
La responsabilità di definire la roadmap di riduzione del personale spetta a ciascun paese, con le rispettive sedi di ingegneria a Madrid, Bucarest, India, Corea, Marocco, Turchia e Brasile che dovranno presentare le proprie decisioni entro la fine dell'estate. Un processo che si preannuncia tutt'altro che indolore. Renault deve fare i conti con una battaglia senza esclusione di colpi, e la perdita di ingegneri qualificati potrebbe rivelarsi un danno irreparabile.
