Sánchez e la cina: un accordo a metà strada tra robin hood e nuove dinamiche globali
Il Presidente Sánchez ha trasformato i suoi viaggi ufficiali in una strategia audace, un’operazione di ‘Robin Hood’ nel mondo del soft socialismo, alternando visite di Stato a mosse controcorrente che mirano a ridefinire il rapporto tra Europa e la Cina.

Un gioco d’altri tempi: nuovi investimenti, vecchi equilibri
Quattro visite in un anno, un memorandum tra accordi agroalimentari, tecnologici e fiscali. Non è una svolta, forse, ma un’indicazione chiara: l’esecutivo spagnolo, come spesso accade in Cina, guarda al lungo termine, puntando a progetti ambiziosi simili a quelli che le big tech americane stanno sviluppando in Europa.
Huawei, Xiaomi, BYD, Omoda, Santana Motor – nomi che suonano come un’eco di nuove opportunità, un ritorno alla vita di una pianta che sembrava defilata. Un’intuizione, forse, che potrebbe lasciare spazio a nuove sinergie, con Stellantis che consolida il suo legame con Leap Motor, Volkswagen che collabora con Xpeng e Mercedes che investe in una joint venture con Geely.Ma non è tutto oro quel che luccica. La competizione tra Stati Uniti e Cina per il dominio dei modelli linguistici di prossima generazione (LLM) e l’utilizzo massiccio dell’intelligenza artificiale è sempre più accesa. L’obiettivo di Sánchez di costruire un’“intelligenza artificiale responsabile” rischia di essere offuscato dalle ambizioni di aziende come DeepSeek, Qwen e Doubao, che puntano a raccogliere dati indiscriminatamente, trasformando la Cina in un canale di distribuzione alternativo per i loro prodotti.
Un errore, forse, nel valutare la forza del dragone. L’euro e il yuan sono due valute distinte, due realtà economiche separate. La certezza di questo dato apre le porte a una collaborazione pragmatica, capace di riformulare il concetto di sovranità tecnologica a cui l’Unione Europea si aggrappa con crescente apprensione. Tuttavia, l’Europa non può permettersi di dipendere esclusivamente da questo approccio.
Alias Robotics, con la sua capacità di superare le IA americane in ambito di cybersecurity, o Donut Lab con le sue batterie allo stato solido, e Mistral con il suo approccio innovativo all’LLM europeo, rappresentano un’alternativa concreta. Il futuro, forse, non risiede nella semplice imitazione del modello ‘llanero solitario’, ma nella capacità di creare sinergie, di sfruttare al meglio le competenze di partner strategici.
Le brand europee, con il loro fascino irresistibile per il pubblico cinese e americano, potrebbero rappresentare un vantaggio competitivo significativo. Se queste marche integrassero le soluzioni più economiche e collaudate del mercato cinese, l’Europa potrebbe respirare, grazie a un nuovo concetto: la ‘co-soberania’ economica, tecnologica e aziendale. Un’evoluzione necessaria, se vogliamo competere in un mondo sempre più interconnesso e polarizzato.”n
