Victoria, australia, si orienta verso il diritto al lavoro da casa

Il governo australiano dello stato di Victoria, guidato dalla ministra Jacinta Allan, sta lavorando a una legge che obbligherebbe le aziende a concedere almeno due giorni di lavoro a distanza alla settimana ai dipendenti il cui lavoro lo consente. Se approvata, la norma entrerà in vigore il 1º settembre 2026 e riguarderà sia il settore pubblico che privato.

Lavoro da casa, un diritto riconosciuto dalla legge

Lavoro da casa, un diritto riconosciuto dalla legge

La proposta mira a consolidare una trasformazione già avviata dopo la pandemia. Secondo il governo, la flessibilità lavorativa può aumentare la partecipazione al mercato del lavoro e migliorare la conciliazione, specialmente per le donne con figli. Inoltre, il telelavoro potrebbe risparmiare tempo e denaro alle famiglie e permettere a più genitori di lavorare.

La differenza rispetto alle politiche attuali è che il diritto al lavoro da casa sarebbe garantito dalla legge, anziché essere lasciato alla discrezione delle imprese. Le aziende con meno di 15 dipendenti avrebbero un calendario graduale per facilitare l'adattamento, fino a luglio 2027.

La proposta ha già sollevato un intenso dibattito politico e imprenditoriale. Le associazioni imprenditoriali e alcuni dirigenti sono preoccupati che un obbligo legale rigido possa aumentare la carica regolatoria o influire sulla produttività. Alcuni gruppi hanno persino avvertito che potrebbe ridurre l'attrattiva del territorio per l'investimento o spingere le aziende a trasferire attività in stati con regole più flessibili.