Olio d'oliva extra e funzione cerebrale: un legame possibile
L'olio d'oliva virgine extra è un alimento che per secoli fa parte della dieta in molte nazioni, in particolare nel bacino del Mediterraneo.
Per decadi, gli studiosi hanno associato il suo consumo a benefici per l'apparato cardiovascolare e a una minore incidenza di patologie metaboliche.
Tuttavia, nuove ricerche suggeriscono che l'impatto potrebbe andare oltre il cuore. Secondo uno studio recente, si è trovata una possibile relazione tra il consumo di olio d'oliva virgine extra e una migliore funzionalità cerebrale.
Il microbioma intestinale e la sua connessione al cervello
Gli scienziati hanno analizzato come diversi tipi di olio d'oliva possono influire sull'organismo, in particolare sul microbioma intestinale.
Uno studio su 656 adulti ha comparato i costumi alimentari con indicatori di salute intestinale e di performance cognitiva.
I soggetti che consumavano olio d'oliva virgine extra presentavano migliori risultati in alcuni indicatori legati alla memoria, al linguaggio e alla capacità esecutiva.
Questi tipi di risultati non implicano necessariamente che questo tipo di olio agisca direttamente sul cervello.
Piuttosto suggeriscono che alcuni componenti della dieta possono influire su processi biologici che, a loro volta, influenzano il funzionamento cognitivo.
Il ruolo del microbioma intestinale nella salute del cervello è uno degli aspetti più affascinanti dello studio.
Nel corso degli ultimi anni, questo campo di ricerca ha rivelato che le comunità batteriche che vivono nel sistema digerente svolgono funzioni molto più complesse di quanto si credeva.
Queste popolazioni microbiche non solo aiutano a digerire i cibi, ma anche a partecipare a processi legati al metabolismo, alla regolazione del sistema immunitario e persino alla produzione di molecole che influenzano il sistema nervoso.
Questa interazione si chiama eje intestino-cerebro, una rete di comunicazione biologica che connette il sistema digerente con il cervello.
Gli studiosi hanno osservato che il consumo di olio d'oliva virgine extra potrebbe contribuire a migliorare la diversità delle batterie intestinali.
Questo fattore si considera un indicatore importante di salute metabolica e di equilibrio neurológico.

Adlercreutzia e il suo ruolo nel funzionamento cerebrale
In particolare, gli scienziati hanno identificato una batteria intestinale chiamata Adlercreutzia, che potrebbe essere legata ai effetti osservati.
Secondo l'analisi, la presenza di questa batteria era associata sia al consumo di olio d'oliva virgine extra sia a migliori indicatori della funzionalità cognitiva.
Tuttavia, gli scienziati ancora non conoscono con precisione il meccanismo che collega i due fattori.
Una delle ipotesi è che alcuni composti presenti nell'olio d'oliva virgine extra possano favorire lo sviluppo di batterie benefici nel microbioma intestinale.
Complessi composti del olio d'oliva virgine extra che interessano gli scienziati comprendono i polifenoli, sostanze con proprietà antioxidantiche, e le grassi monoinsaturate, considerate benefiche per la salute cardiovascolare.
Questi composti aiutano a ridurre i processi infiammatori nel corpo e a proteggere le cellule dal danno ossidativo, collegato all'invecchiamento cellulare e a diverse malattie neurodegenerative.
Alcuni studi precedenti avevano già trovato associazioni tra il consumo abituale di olio d'oliva e un minor rischio di deterioro cognitivo o demenza.
