Rivoluzione elettrica: un motore senza magneti sfida l'egemonia del neodimio

Tokyo, Giappone – Un team di ricercatori giapponesi ha svelato un'innovazione rivoluzionaria nel campo della propulsione elettrica: un motore che promette di abbandonare i tradizionali magneti permanenti, aprendo la strada a un futuro più sostenibile e indipendente dalle risorse geopoliticamente sensibili.

Un nuovo paradigma per la mobilità e l

Un nuovo paradigma per la mobilità e l'industria

Dopo oltre un secolo di dominio dei motori elettrici basati su magneti e campi magnetici, un gruppo di scienziati del Tokyo Institute of Technology, in collaborazione con ENEOS Materials, ha presentato un prototipo che si basa su un principio fisico completamente diverso: la forza electrostatica.

Il cuore dell'innovazione risiede in un fluido ferroelettrico nematico, una sostanza cristallina liquida scoperta nel 2017 e identificata come una miscela DIO/DIO‑CN. A differenza degli isolanti convenzionali, questo fluido mantiene una polarizzazione elettrica intrinseca e presenta una costante dielettrica migliaia di volte superiore rispetto ai materiali tradizionali. Questa elevata polarizzazione permette di generare forze electrostatiche transversalmente significative con tensioni relativamente basse, nell'ordine dei 20-80 volt, rispetto ai migliaia di volt necessari con i materiali convenzionali.

Il prototipo, che utilizza un rotor in plastica stampato in 3D e un statore riempito con il fluido ferroelettrico, dimostra che il movimento rotatorio può essere generato mediante la spinta sequenziale dei suoi estremi da parte della forza electrostatica. Un semplice esperimento illustra l'effetto: applicando una tensione di circa 60-80 volt tra due elettrodi immersi nel cristallo liquido, il fluido risale contro la gravità, una dimostrazione visiva della potenza di questa forza.

La chiave di questa tecnologia risiede nell'eliminazione della dipendenza dai magneti permanenti, in particolare da quelli contenenti terre rare come il neodimio e il disprosio, la cui estrazione e distribuzione sono concentrate in pochi paesi, generando instabilità di prezzo e rischi geopolitici. Il nuovo motore utilizza un fluido organico sintetizzabile da elementi abbondanti come carbonio, idrogeno, ossigeno e azoto, e non produce campi magnetici esterni rilevanti.

Sebbene il prototipo attuale presenti una velocità di rotazione di circa 40 giri al minuto, i ricercatori prevedono di raggiungere velocità superiori a 1.000 rpm e aumentare la coppia di uscita ottimizzando le proprietà dielettriche del fluido e implementando configurazioni multifase.

Il potenziale di questa tecnologia è vasto: dai dispositivi medici di precisione ai robot umanoidi e ai veicoli elettrici, dove ogni grammo conta. Una volta scalata, questa innovazione potrebbe rivoluzionare settori industriali interi, offrendo un’alternativa più leggera, potenzialmente più sostenibile e meno vulnerabile alle tensioni geopolitiche. La sfida ora è perfezionare il processo e ridurre i costi di produzione.

La ricerca ha aperto la strada a una nuova era di motori elettrici, un'alternativa concreta alla dipendenza dai materiali rari che definiscono il nostro attuale paradigma tecnologico.

n