Allarme alluminio: il blocco iraniano spinge i prezzi a livelli record

Il metallo leggero esplode: il prezzo dell’alluminio supera quota 3.500 dollari a tonnellata a Londra, innescando un’ondata di preoccupazioni per le catene di approvvigionamento globali.

Un colpo a oriente medio e il suo riflesso sul mercato

Un colpo a oriente medio e il suo riflesso sul mercato

La decisione del governo Trump di imporre un blocco commerciale agli Emirati Arabi Uniti, a seguito dell’attacco iraniano a una raffineria, ha scatenato un effetto domino. La merce, rappresentando circa il 9% della produzione mondiale, è diventata improvvisamente un bene pregiato, spingendo i prezzi alle stelle.

Emirates Global Aluminium PJSC, uno dei principali produttori regionali, ha già dichiarato “forza maggiore” per alcune consegne, evidenziando la fragilità del sistema. La situazione è ulteriormente complicata dalla guerra in Medio Oriente, che continua a minacciare la stabilità del mercato.

Ma non è solo la geopolitica a giocare un ruolo. La domanda cinese, tradizionalmente il motore principale del consumo di alluminio, mostra segni di rallentamento. Gli stock, superati i livelli di 2020, indicano un’inversione di tendenza preoccupante. L’analista Chen Jingmin di Zijin Tianfeng Futures Co. è conciso: «L’alluminio a Shanghai inizierà a riflettere la reale debolezza della domanda cinese».

Il prezzo dell’alluminio sulla LME ha raggiunto i 3.547,50 dollari a tonnellata. In borsa, a Shanghai, il metallo ha segnato un avanzamento del 0,5%, fino a 24.740 yuani per tonnellata. Un’andamento simile si è registrato per il rame (+0,4%) e lo zinco (+0,3%). I futures del ferro sono saliti del 0,9% a Singapore.

Il fallimento dei negoziati tra Stati Uniti e Iran, avvenuti durante il fine settimana in Pakistan, ha ulteriormente pesato sulle aspettative, cancellando un breve momento di ottimismo. La guerra in Ucraina, paradossalmente, ha amplificato la volatilità dei prezzi delle materie prime, con la Russia che beneficia di questa situazione.

La realtà è chiara: il mercato dell'alluminio si trova a un bivio. La scarsità di offerta, amplificata da eventi geopolitici, rischia di generare una spirale inflazionistica. È un campanello d'allarme che non può essere ignorato.