Digi sconvolge il mercato telco: operatore low cost spazza movistar, vodafone e masorange
L’ondata DIGI sta riscrivendo le regole del gioco nel panorama delle telecomunicazioni spagnolo. Un’analisi dei dati CNMC rivela un crollo significativo dei ricavi per i colossi Movistar, MasOrange e Vodafone, mentre l’operatore rumeno continua a crescere a ritmi vertiginosi.
Un’accelerazione inaspettata
I risultati annuali, che emergono dalle statistiche della CNMC, dipingono un quadro preoccupante per i tre operatori nazionali. Un calo complessivo dei ricavi, un netto indebolimento della base clienti e una fuga massiccia di abbonati verso la nuova contendente. Un cambio di passo radicale, dettato dalla strategia di prezzi aggressivi di DIGI, che ha svelato le fragilità di un mercato precedentemente dominato da offerte premium.
Movistar, pur mantenendo una quota di mercato del 38%, ha registrato un calo del 1,7% dei ricavi, attestandosi a 8.764 milioni di euro. MasOrange, con il 28,1% di abbonati, ha visto i propri ricavi diminuire del 1,9%, portandoli a 6.492 milioni. Vodafone, invece, è stata la più colpita, con un ribasso dell’8,6% e soli 3.087 milioni di euro.
Ma la vera svolta è stata la fuga di abbonati. DIGI ha ingurgitato un numero record di portabilità, diventando rapidamente la prima scelta per i consumatori insoddisfatti delle offerte dei concorrenti. Un’operazione di marketing spietata, basata su tariffe base di soli 12 euro per fibra e mobile, che ha messo a dura prova la posizione dei leader del settore.

La strategia low cost: un modello di successo?
La CNMC conferma la tendenza: la politica di prezzi bassi di DIGI ha creato un vero e proprio shock nel mercato. Un effetto domino che ha costretto i giganti del settore a riconsiderare le proprie strategie. La fatturazione record di DIGI, pari a 866 milioni di euro (e dichiarata a 929, con un +19% rispetto al 2024), testimonia la validità del modello. Un successo che, se confermato, potrebbe portare a una maggiore concentrazione del mercato nelle mani di un unico operatore.
La situazione è chiara: Movistar, MasOrange e Vodafone controllano ancora l’80,6% della banda larga in Spagna, ma questa quota è destinata a diminuire. Con l’ingresso di DIGI, il mercato si frammenta e il margine di manovra per le altre compagnie si riduce drasticamente al 3,7%. Un’evoluzione che, a mio avviso, rischia di penalizzare il consumatore finale.
Non è un colpo isolato. I ricavi di Telefónica sono aumentati solo del 1,5%, mentre MasOrange ha registrato un incremento del 2,9%, a 7.601 milioni di euro. Dati che, a detta della società, non riflettono la reale pressione esercitata dalla concorrenza. La verità, tuttavia, è innegabile: DIGI ha cambiato le carte in tavola.