Digi spagna: la svolta radicale – rete propria in meno di un anno
Un colpo di scena nel mercato italiano delle telecomunicazioni: Digi, operatore rumeno, accelera la sua transizione da virtuale a indipendente, con un piano ambizioso per costruire una rete mobile propria in soli dieci mesi.

Un salto tecnologico inaspettato
La compagnia, finora dipendente dalla rete di altri operatori come Vodafone e Movistar, ha già superato il 10% del suo obiettivo di 10.000 antenne attive in tutta la penisola, raggiungendo già 1.000 punti di emissione. Un’accelerazione vertiginosa che sorprende e, potenzialmente, destabilizza la concorrenza.
Ma la strategia di Digi non si limita alla semplice espansione della rete. La recente acquisizione di frequenze da Orange, frutto della fusione con MásMóvil, rappresenta un passo fondamentale per la sua autonomia. Un affare che le ha permesso di iniziare a trasmettere il proprio segnale, segnalando un cambio di passo decisivo.
L’accordo con Movistar, invece, ha agevolato la costruzione dell’infrastruttura, sfruttando le loro torri esistenti, evitando costosi investimenti iniziali. Un approccio pragmatico, dettato dalla necessità di competere con giganti come Vodafone e Orange, che puntano su una copertura capillare e una velocità di connessione sempre maggiore.
Secondo le stime di Banda Ancha, il ritmo di implementazione attuale – 95 nuove antenne al mese – potrebbe dover essere rivisto al rialzo per raggiungere gli obiettivi prefissati entro il 2028. Un’operazione complessa che richiede un investimento significativo e una gestione efficiente delle risorse.
L’obiettivo a lungo termine è ambizioso: 5.000 antenne operative entro il 2028 e una copertura nazionale completa. Un percorso che, se realizzato, potrebbe offrire agli utenti italiani un’esperienza utente superiore, con una maggiore stabilità della rete e una velocità di connessione più elevata.
Nonostante le sfide, Digi sta già mostrando i primi segnali di successo. La società ha registrato una crescita del fatturato del 19% rispetto all’anno precedente e ha superato i 10,8 milioni di utenti. Un trend inarrestabile che alimenta i piani di quotazione in borsa, a cui la compagnia punta per il prossimo futuro.
Secondo le valutazioni degli esperti, il valore di Digi si attesterebbe tra i 2 e i 2,4 miliardi di euro, anche se il conflitto in Medio Oriente potrebbe influire negativamente sulla valutazione finale. Un’operazione che, a detta del CEO Marius Varzaru, è ormai imminente, dopo aver completato la separazione finanziaria dal gruppo rumeno. Un’operazione che, si intende, segna la fine di un’era di dipendenza e l’inizio di una nuova fase di crescita e indipendenza per l’operatore rumeno in Italia.
