Euro-office: la ue si autodistrugge l'ambizione di sovranità digitale
La Unión Europea, nel suo tentativo di liberarsi dalla dipendenza tecnologica da Stati Uniti e Cina, si è ritrovata a costruire un edificio su fondamenta di sabbia: Euro-Office, la sua ambiziosa suite open source, è un fallimento clamoroso.
Un'operazione di plagio e un'inaspettata dipendenza
La vicenda, iniziata con l'annuncio di una spinta alla «sovranità digitale», si è rapidamente trasformata in un pasticcio. Euro-Office, concepito per replicare a immagine e somiglianza Microsoft Office, ha subito un colpo mortale a causa di accuse di plagio da parte di OnlyOffice. Ma la vera sorpresa è stata l'inattesa dipendenza da Microsoft stessa: il software europeo, apparentemente indipendente, si è rivelato inesorabilmente legato al formato OOXML, controllato in esclusiva da Redmond.
La Commissione Europea ha già avviato procedimenti contro Huawei, dimostrando la determinazione a proteggere la propria autonomia tecnologica. Eppure, Euro-Office ha finito per annullare ogni sforzo, rafforzando paradossalmente la posizione di Microsoft.

Libreoffice: un monito dal passato
La polemica non si è fermata al plagio. Anche LibreOffice, altra suite open source di spicco, ha espresso preoccupazione per la natura del progetto Euro-Office, sostenendo che si tratta di una delle prime suite ofimatiche europee sviluppate con questo approccio. Italo Vignoli, uno dei fondatori della The Document Foundation, ha sottolineato che l'Europa ha una lunga storia di sviluppo di software open source, risalente a OpenOffice nel 2001 e poi a LibreOffice nel 2010.
Ma l’aspetto più sconcertante è la persistente dipendenza da Microsoft. L'utilizzo del formato OOXML, un'arma in mano ai vertici di Redmond, rappresenta un vincolo ineludibile per la «sovranità digitale» europea. Non è una semplice coincidenza: la scelta di questo formato, invece di abbracciare standard aperti, ha relegato Euro-Office a un ruolo di pedina in un gioco geopolitico più ampio.
La situazione è, per usare un eufemismo, disarmante. La UE, nel tentativo di liberarsi da una dipendenza percepita, ha, in realtà, semplicemente spostato il problema in un'altra direzione. La conseguenza è una conferma del dominio tecnologico americano e una lezione amara sulla complessità delle strategie di indipendenza.
La promessa di un'Europa digitale autonoma si è infranta contro la realtà concreta del codice, del formato e, soprattutto, della competizione. La storia di Euro-Office è un monito: la sovranità digitale non si conquista con proclami, ma con scelte tecnologiche coraggiose e lungimiranti. E, in questo caso, la scelta è stata un errore fatale.
