Fuga di ricchi dagli eau: jet privati e corsa all'evacuazione dopo l'attacco a israele
Dubaim e Abu Dhabi, mete di lusso per facoltosi e espatriati, si trasformano in un brulicare di attività frenetica. In seguito agli attacchi aerei tra Israele e Iran, e alla conseguente escalation di tensioni, una valanga di ricchi e occidentali cerca disperatamente di lasciare la regione del Golfo. Voli chárter privati a sei cifre, viaggi con autista, ore di attesa ai checkpoint: la corsa all'evacuazione è iniziata.
La domanda di voli privati schizza alle stelle, i prezzi impennano
“La domanda è decisamente in aumento”, ha confermato Glenn Phillips, responsabile delle relazioni pubbliche di Air Charter Services, una società leader nel settore. “Ci sono sempre meno aerei disponibili e capaci di volare verso e da quest'area”. La situazione è talmente critica che gli Stati Uniti hanno dovuto ritirare aeromobili cisterna da Rota e Morón, in Spagna, a causa della mancata approvazione di Madrid per interventi in Iran.
Le principali mete come Catar, Bahrain e Kuwait hanno chiuso lo spazio aereo, concentrando i flussi verso Dubai e Abu Dhabi, che ora sono diventati centri di passaggio per chi cerca di raggiungere Oman o Arabia Saudita, i cui spazi aerei, almeno inizialmente, sono rimasti aperti. Le code agli aeroporti si allungano, le attese ai checkpoint si prolungano: un viaggio che prima richiedeva poche ore, ora può richiedere anche cinque ore di auto più altre tre o quattro ore al confine di Hatta.
I voli chárter, che possono costare fino a 200.000 dollari, sono diventati la soluzione preferita per molti. Dubai Key ha organizzato voli rapidi per Istanbul, Cairo e le Maldivi. I prezzi per l'Europa superano i 175.000-235.000 dollari, secondo Ameerh Naran, CEO di Vimana Private Jets. Air Charter Services ha organizzato già diversi voli da Mascae e ne ha programmati altri per i prossimi giorni, principalmente per chi vuole lasciare Dubai.
La spinta all'evacuazione sembra guidata più dalla cautela che dal panico, secondo Mike D'Souza, coordinatore delle operazioni di Indus Chauffeurs, una società di noleggio auto di lusso. “C’è un forte accento sulla velocità e sulla certezza della partenza”. Molti clienti rinunciano a preferire una determinata tipologia di aereo, concentrandosi sulla possibilità di fuggire il prima possibile. Si registra anche una maggiore richiesta di supporto terrestre per facilitare l'accesso agli aeroporti.
I prezzi sono aumentati, anche per chi può permetterselo. Molti optano per voli più brevi e poi connessioni programmate per il resto del loro viaggio. E mentre i ricchi si affrettano a cercare una via d'uscita, una cosa è chiara: le tensioni in Medio Oriente stanno rimodellando il panorama dei viaggi di lusso, con conseguenze che si faranno sentire a lungo termine.
