Gemini intelligence: il costo nascosto per il tuo smartphone

Google ha lanciato Gemini Intelligence, una nuova ondata di funzionalità AI, ma attenzione: l'accesso a queste innovazioni potrebbe riservare sorprese ai possessori di smartphone.

Un'esclusiva per i top di gamma: i requisiti minimi rivela un divario

La nota a piè di pagina di Gemini Intelligence svela un requisito inatteso: per sfruttare appieno le nuove capacità, è necessario disporre di un ‘chip di punta’, almeno 12GB di RAM e il supporto per AI Core e Gemini Nano v3. Non è una novità, ma la sua implicazione è chiara: l'intelligenza artificiale di Google si posizionerà come un lusso riservato ai pochi.

I dispositivi che soddisfano questi standard, secondo il listino ufficiale, sono principalmente smartphone lanciati tra il 2026 e la fine del 2025. Il Pixel 10 e i Galaxy S26 occupano un posto di rilievo, ma anche modelli più datati come il Pixel 9 e il Galaxy Z Fold 7 risultano esclusi. Un dato che solleva interrogativi sul futuro della strategia hardware di Google.

Il pixel 11 sulla linea del fuoco: un potenziale downgrade

Il pixel 11 sulla linea del fuoco: un potenziale downgrade

E qui arriviamo alle voci più preoccupanti: il Pixel 11, tra i prossimi smartphone di punta, potrebbe subire un taglio drastico nella quantità di RAM. Le prime indiscrezioni suggeriscono un passaggio da 8GB al modello base, una mossa che, se confermata, rappresenterebbe un passo indietro significativo rispetto alle aspettative.

Un cambio così radicale non sembra in linea con la filosofia di Google, che punta a offrire un’esperienza premium anche sui modelli di fascia media con la sua linea A. Tuttavia, l'implementazione di Gemini Intelligence potrebbe giustificare una tale scelta, relegando le nuove funzionalità solo ai modelli Pro. Ma, a dirla tutta, sarebbe un'incongruenza.

Rambler e altre promesse: un’ai che ridefinisce l

Rambler e altre promesse: un’ai che ridefinisce l'esperienza

Nonostante le limitazioni hardware, Gemini Intelligence promette di rivoluzionare l'esperienza utente con funzionalità come Rambler, un sistema di dettatura vocale avanzato in grado di trasformare il caos in testo coerente, anche tra lingue diverse. E non finisce qui: l'AI sarà in grado di compilare automaticamente moduli, utilizzando i dati salvati sul dispositivo, o addirittura di