Genio precoce: 12 anni e la fusione nucleare in casa
- Un bambino di 12 anni costruisce un reattore a fusione nucleare
- Un progetto di fisica autodidatta
- L'origine della passione: la fusione solare
- Dall'idea alla realizzazione: un laboratorio casalingo
- Come funziona il fusore a confinamento elettrostatico inerziale?
- La rilevazione dei neutroni: la chiave del successo
- Un progetto che potrebbe entrare nel guinness dei primati
- Un'esperienza formativa unica
Un bambino di 12 anni costruisce un reattore a fusione nucleare
Un incredibile traguardo raggiunto da Aiden McMillan, un ragazzo di 12 anni di Dallas, Stati Uniti: ha costruito in casa un dispositivo di fusione nucleare in grado di generare neutroni misurabili. Non si tratta di un reattore ad energia, bensì di un esperimento di fisica ben strutturato, frutto di quattro anni di studio teorico e assemblaggio.

Un progetto di fisica autodidatta
La notizia, riportata da Ecoticias, parla di un sistema verificato tramite rilevazione di neutroni, con un caso già presentato per un possibile record di età. Laurent Simons, un altro prodigio di 15 anni con un dottorato in fisica quantistica, è considerato un esempio di talento precoce. Ma chi è Aiden McMillan e cosa ha costruito esattamente?

L'origine della passione: la fusione solare
Aiden, attualmente al settimo anno, ha sviluppato un interesse per l'energia di fusione intorno agli otto anni, grazie a contenuti divulgativi sulla possibilità di replicare le reazioni solari sulla Terra. Prima di passare alla costruzione, ha dedicato circa due anni alla lettura di fisica nucleare di base, funzionamento di fusori casalinghi e, soprattutto, sicurezza relativa ad alta tensione e radiazioni.

Dall'idea alla realizzazione: un laboratorio casalingo
Una volta compreso i rischi e le precauzioni necessarie, Aiden ha iniziato la fase hardware, avvalendosi del supporto di uno spazio collaborativo per l'utilizzo di strumenti e attrezzature adeguate. Il suo quarto di giochi si è trasformato in un vero e proprio laboratorio, dove ha trascorso altri due anni acquistando componenti, costruendo prototipi, correggendo errori e perfezionando il design. Il risultato è un fusore a confinamento elettrostatico inerziale, un tipo di dispositivo utilizzato da appassionati avanzati per studiare la fusione su piccola scala.

Come funziona il fusore a confinamento elettrostatico inerziale?
Il dispositivo si basa su una camera metallica al vuoto (sferica o cilindrica), collegata a pompe di vuoto, fonti di alta tensione e un ingresso di gas di deuterio. Il principio è semplice: il deuterio viene introdotto a bassa pressione e viene applicata una differenza di potenziale elevata tra un elettrodo interno e la parete della camera. Gli atomi di deuterio si ionizzano, vengono accelerati verso il centro e, con bassa probabilità, alcuni collidono con energia sufficiente per fondersi. Ogni reazione produce un neutrone, la cui rilevazione conferma il verificarsi della fusione.
La rilevazione dei neutroni: la chiave del successo
Aiden ha dovuto affrontare sfide comuni in questi progetti, come perdite nel sistema di vuoto, scariche elettriche e difficoltà nel mantenere il campo elettrico stabile. Per verificare il funzionamento, ha utilizzato un rivelatore di neutroni posizionato vicino al fusore. In condizioni di vuoto, il rivelatore registra solo il fondo naturale, ma durante la fusione la sua attività aumenta, confermando la produzione di neutroni.
Un progetto che potrebbe entrare nel guinness dei primati
Con i dati raccolti, Aiden ha presentato il suo progetto al Guinness World Records, in attesa di riconoscimento per la fusione nucleare verificabile a soli 12 anni. La candidatura si basa su registri di neutroni, fotografie del dispositivo, specifiche operative e testimonianze di esperti. Nonostante non produca energia netta, la sua rilevanza risiede nella capacità di replicare la fisica della fusione in modo controllato e misurabile, con una configurazione più semplice rispetto ai reattori di ricerca di grandi dimensioni.
Un'esperienza formativa unica
Raggiungere questo risultato ha richiesto ad Aiden la comprensione di concetti complessi di fisica dei plasmi, gestione di sistemi di vuoto, progettazione di circuiti ad alta tensione, utilizzo di rilevatori di radiazioni e protocolli di sicurezza. Un lavoro che, pur in un contesto maker e casalingo, ricorda quello di un vero scienziato. Senza un ambiente adeguato, un progetto del genere sarebbe semplicemente impossibile.
