Ia: dublino in crisi, il lavoro tecnologico si sgretola

Un colpo durissimo per l’Irlanda: l’esplosione dell’intelligenza artificiale sta trasformando il mercato del lavoro tecnologico in una trappola mortale, con licenziamenti di massa e prospettive incerte per migliaia di professionisti.

Meta, tiktok e covalen: la svolta radicale

La narrazione di una ‘rivoluzione industriale’ che richiedeva un esercito di lavoratori umani per addestrare gli algoritmi si è infranta contro la realtà della sostituzione automatica. Le società di outsourcing, come Covalen, insieme a colossi come Meta e TikTok, stanno dismettendo migliaia di dipendenti a Dublino, concentrando gli investimenti direttamente su processi di IA completamente automatizzati. Una mossa che, secondo molti, rischia di destabilizzare l’intera economia irlandese, basata su una strategia di attrazione di capitali stranieri.

La storia di Nicholas Bennett, 61 anni, ex traduttore di testi giapponesi e francesi, è emblematico di questa deriva. Dopo tre decenni dedicati alla lingua, si era rifugiato in Covalen, un’azienda specializzata nella moderazione dei contenuti e nell’annotazione dei dati per Meta. Solo due anni dopo, si ritrova nuovamente senza lavoro, vittima di un’ulteriore riduzione del personale di 700 dipendenti, spinta dalla decisione di Meta di ridurre drasticamente la sua presenza in Irlanda.

L’ironia digitale di bennett

L’ironia digitale di bennett

L’amaro contrasto della sua situazione è innegabile: ora utilizza strumenti di IA per ottimizzare il suo curriculum e il suo profilo LinkedIn, consapevole che saranno gli stessi algoritmi a decidere se la sua candidatura verrà persino considerata. Un’amara dimostrazione di come la Tecnologia, che avrebbe dovuto offrire nuove opportunità, stia invece cancellando le competenze e le esperienze di intere generazioni.

La situazione di Covalen non è un caso isolato. Meta sta riducendo la propria forza lavoro in Irlanda del 20%, il doppio della media mondiale. TikTok, a sua volta, valuta il licenziamento di 300 dipendenti, con un impatto diretto sulla sua divisione dedicata all’IA. Ma dietro le dichiarazioni di “riorganizzazione” e “nuovi posti di lavoro”, si nasconde un’incertezza palpabile. Come sottolinea Alex Judge, uno studente di informatica di 22 anni, “l’atmosfera tra i miei compagni è un disastro assoluto”.

Il prezzo della ‘efficienza’ di zuckerberg

Il prezzo della ‘efficienza’ di zuckerberg

Il Governo irlandese cerca di arginare la crisi, organizzando una summit globale per posizionare il paese come hub di sviluppo di IA, ma la sfida è enorme. La dipendenza del settore tecnologico, che rappresenta oltre il 6% della forza lavoro irlandese – una quota significativamente superiore alla media europea – rende il paese particolarmente vulnerabile a questo cambiamento epocale. La crisi non riguarda solo i lavoratori, ma anche la sostenibilità del modello economico irlandese, basato su una politica di bassa tassazione e investimenti esteri. Un rapporto di controllo del bilancio irlandese avverte di un potenziale crollo della base imponibile, a causa del trasferimento dei profitti verso il capitale tecnologico.

La situazione è critica anche per i giovani: l’occupazione nel settore ICT tra i meno di 30 anni è diminuita quasi del 30% tra il 2023 e il 2026, con una perdita complessiva del 11% nel settore a inizio 2026. La competizione è sempre più agguerrita, con OpenAI e Anthropic che attraggono talenti a Dublino, ma il futuro del lavoro tecnologico in Irlanda appare sempre più incerto. Il mercato generale, nonostante ciò, mantiene una certa resilienza, grazie all’arrivo di nuove aziende nel settore dell’IA generativa. Ma, ironia della sorte, la stessa IA che promette di rivoluzionare il mondo del lavoro, rischia di distruggere le vite di chi ne fa parte.