Il tè è pieno di microplastiche, emergono i risultati di 19 studi
Il tè, una delle bevande più consumate al mondo, nasconde un segreto inquietante: ogni volta che si immergono le boccette di nylon o polipropileno in acqua calda, rilasciano una quantità massiccia di microplastiche e nanoplastiche direttamente nella infusione che si andrà a bere.

La sorprendente scoperta scientifica
Questo è il risultato di un'indagine pubblicata sulla rivista Food Chemistry, che ha analizzato i dati di 19 studi indipendenti sulla presenza di particelle plastiche in diversi formati di consumo di tè. La notizia non è solo preoccupante per la quantità di plastica presente, ma anche per la consistenza dei risultati ottenuti da laboratori e paesi diversi, che riduce il margine di dubbio.
Le boccette di tè sono il principale responsabile di questa contaminazione, in quanto sono fatte di materiali come il polipropileno, il nylon o la cellulosa, che si suddividono in due categorie: quelle con un alto rilascio di partícula, come le boccette di polipropileno, e quelle con un rilascio più contenuto, come le boccette di nylon.
Le celle intestinali umane sono anche un sito di accumulo per queste partícula, come dimostrato da un recente studio della Universitat Autònoma de Barcelona, che ha concluso che le plastiche non si limitano a passare per il tratto digerente, ma penetrano effettivamente all'interno delle cellule intestinali e arrivano fino al nucleo cellulare.
Aumenta il problema anche la presenza di aditivi chimici nel materiale plastico, come plastificanti, stabilizzatori e coloranti, che migrano nell'acqua calda e potrebbero avere effetti tossici sulla salute umana, sebbene la loro pericolosità sia ancora oggetto di studio.
Per contenere questo rischio, gli esperti consigliano di utilizzare infusori metallici con tè in grani, che elimina completamente la fonte di contaminazione, oppure di lavare le boccette in acqua fredda tre volte prima di preparare l'infusione, che riduce significativamente la quantità di particelle rilasciate.
Il tè è la seconda bevanda più consumata al mondo, dopo l'acqua, e le boccette sono il formato dominante in molti mercati. La scienza non ha ancora chiuso il dibattito sul danno concreto che queste particelle possano causare nel lungo termine, e sarebbe irresponsabile affermarlo. Il passo successivo è quindi determinare con esattezza le conseguenze di una esposizione che, fino a poco tempo fa, nessuno considerava nemmeno una domanda rilevante.
