Intelligenza artificiale e morte: la macabra invenzione cinese che sconvolge
Un genitore cinese, incapace di affrontare il dolore della perdita, ha chiesto a un’azienda specializzata in deepfake di creare un gemello digitale del figlio defunto per continuare a parlargli.
Una realtà digitale che offusca la verità
La vicenda, riportata dal South China Morning Post, ha scatenato un acceso dibattito etico in Cina. Un uomo di mezza età, vittima di un incidente stradale, ha commissionato alla società Zhang Zewei la creazione di un'intelligenza artificiale in grado di replicare la voce, l'aspetto e persino le abitudini del padre, per un’apparente consolazione della madre, una donna anziana affetta da problemi cardiaci.
Ma dietro l'apparente gesto di affetto si cela un'inganno di proporzioni inquietanti. L'IA, alimentata da video, foto e dati personali del defunto, ha iniziato a trasmettere videochiamate alla madre, offrendole consigli e persino replicando le sue parole, suscitando un'illusione di presenza che ha mascherato la tragica realtà.

L’ia come maschera del dolore
L'azienda Zhang Zewei, che si dedica a clonare persone decedute attraverso l'IA, afferma di voler “consolare i vivi” e offrire un surrogato virtuale per chi ha subito una perdita. Tuttavia, l'operazione solleva interrogativi profondi sulla moralità dell'utilizzo della Tecnologia per manipolare le emozioni e nascondere la verità.
Come sottolinea il CEOZhang Zewei, il gemello digitale è stato sviluppato con estrema precisione, replicando perfettamente l’accento e il modo di parlare del defunto. La madre, ignara del fatto che il figlio sia morto, ha continuato a interagire con questa simulazione artificiale, confidando in un ritorno che non arriverà mai.

Un dilemma etico senza soluzioni facili
La vicenda solleva questioni complesse sul diritto alla verità, sulla responsabilità dei creatori di tecnologie avanzate e sui limiti dell'utilizzo dell'IA per affrontare il dolore. È lecito ingannare una persona in condizioni di salute fragili, anche a fin di bene? La risposta non è semplice e non può essere ridotta a una formula preconfezionata.
Francesco Giordano, osservando la frenesia con cui l'IA viene applicata a ogni aspetto della nostra vita, si interroga sul futuro di questa Tecnologia e sui rischi che comporta. È un potente strumento, certo, ma anche una lama a doppio taglio, capace di amplificare sia il bene che il male. La domanda cruciale non è tanto