Iran, petrolio e tensioni globali: il mercato reagisce
Il nuovo leader supremo dell'Iran, l'Ayatolà Mojtaba Jamenei, ha lanciato un messaggio chiaro sulla situazione nel Golfo Persico, chiedendo che lo stretto di Ormuz resti chiuso come 'strumento di pressione' contro gli Stati Uniti. La sua dichiarazione segue una serie di attacchi contro obiettivi nel Medio Oriente e ha spinto i prezzi del petrolio alle stelle.

Il mercato reagisce con una flessione dei titoli azionari
La guerra in corso nel Golfo ha creato la maggiore perturbazione della storia nei mercati petroliferi, con il 7,5% del fornimento globale e una parte ancora maggiore delle esportazioni interessate. L'Irak ha sospeso l'attività della sua principale raffineria, l'Oman ha evacuato un importante centro di esportazione e l'Iran ha lanciato attacchi contro obiettivi in Emirati Arabi Uniti e Kuwait.
Le fluttuazioni dei prezzi del petrolio stanno influenzando le oscillazioni in diverse classi di asset, poiché gli operatori temono che l'aumento dei costi del combustibile possa innescare un'iperinflazione e danneggiare negativamente il crescita economica.
