La fifa minaccia trump: niente eventi internazionali? shock a washington

Washington è scossa da una mossa inaspettata dell'Agenzia Mondiale Antidoping (AMA), che potrebbe isolare il presidente Donald Trump e l'amministrazione statunitense dagli eventi sportivi internazionali più prestigiosi. La decisione, frutto di un'escalation di tensioni finanziarie, solleva interrogativi sul futuro del coinvolgimento degli Stati Uniti nel mondo dello sport.

La controversia dietro la mossa

La controversia dietro la mossa

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è il mancato pagamento da parte del governo americano delle proprie quote annuali all'AMA, pari a 7,3 milioni di dollari tra il 2024 e il 2025. Una protesta che si aggiunge a una lunga lista di contestazioni nei confronti della gestione dell'agenzia, culminata, più recentemente, nella decisione di consentire a nuotatori cinesi positivi a sostanze proibite di competere, con la giustificazione di contaminazioni accidentali.

L'AMA, che da anni si è fatta carico di indagini antidoping precedentemente gestite da singole federazioni sportive, ha deciso di agire con decisione. La nuova norma, da sottoporre al comitato esecutivo il prossimo martedì, potrebbe proibire a Trump e a tutti i funzionari governativi di partecipare a eventi di rilievo come la Coppa del Mondo estiva, i Giochi Olimpici di Los Angeles nel 2028 e i Giochi Olimpici Invernali di Salt Lake City nel 2034.

La mossa, pur non retroattiva, non è priva di conseguenze. La leader dell'agenzia, Sara Carter, ha definito l'idea “ridicola”, mentre Rahul Gupta, ex responsabile antidoping dell'amministrazione Biden, ha sottolineato l’impraticabilità logistica di tali restrizioni. Tuttavia, l'AMA, che studia questa possibilità fin dal 2020, si conferma determinata a far valere i propri diritti, ancorati all'accordo con l'UNESCO, che prevede il pagamento delle quote e il rispetto delle norme dell'agenzia.

La questione solleva interrogativi sul potere e l'influenza dell'AMA, così come sulla sua capacità di influenzare la politica estera. Un veto sull'accesso di Trump a eventi internazionali rappresenterebbe un colpo significativo per l'immagine degli Stati Uniti e per il ruolo del presidente sulla scena mondiale.

Il governo americano, per partecipare a eventi internazionali con le proprie squadre, è tenuto a garantire il rispetto delle regole dell'AMA. Un accordo che, apparentemente, sta per collassare. La situazione, complessa e carica di implicazioni, potrebbe portare a un irrigidimento delle relazioni tra il governo statunitense e l'organizzazione internazionale.

L'ultima mossa dell'AMA, sebbene improbabile, è un chiaro segnale che la battaglia per l'integrità dello sport è tutt'altro che conclusa, e che le conseguenze potrebbero estendersi ben oltre il mondo del doping.