Laser apollo: la nuova frontiera contro i droni, un colpo di scena nella difesa europea

Dopo anni di sperimentazione, la tecnologia laser ad alta potenza si consolida come arma pratica contro la minaccia crescente degli enjambres di droni. Il sistema "Apollo", sviluppato dall'australiana Electro Optic Systems, promette di rivoluzionare la difesa aerea, soprattutto per Spagna ed Europa.

Apollo, il laser che abbatte 20 droni al minuto

Il sistema, che si basa su un laser da 100 kilovotti, può neutralizzare fino a 20 droni al minuto con un costo operativo di soli 10 centesimi per colpo. Un'alternativa drasticamente più economica rispetto ai missili tradizionali, che costano milioni per unità e si rivelano inefficaci contro i droni a basso costo.

I conflitti in Ucraina e in Medio Oriente hanno evidenziato la necessità di soluzioni di difesa più accessibili. Durante i recenti attacchi russi, si sono registrati oltre 800 droni lanciati contro le difese ucraine, inclusi esemplari realizzati con materiali semplici come polistirene e legno compensato, capaci di penetrare anche lo spazio aereo NATO.

Il sistema Apollo non è solo un laser, ma un pacchetto completo che include addestramento, manutenzione e componenti associati, con un costo totale stimato di 83 milioni di dollari. La prima consegna è prevista per il 2028, indicando un passaggio definitivo dal prototipo all'armamento standard.

Limitazioni e un mercato in fermento

Limitazioni e un mercato in fermento

Nonostante i progressi, i sistemi laser presentano ancora delle limitazioni. Le condizioni meteorologiche avverse e un raggio d'azione limitato (1,6-4,8 chilometri) ne riducono l'efficacia contro bersagli di grandi dimensioni come missili balistici o aerei convenzionali. Per questo motivo, i laser devono essere integrati con altre strategie di difesa aerea.

L'interesse globale per questa tecnologia è in forte crescita. Il Pentagono investe circa 1 miliardo di dollari all'anno in ricerca e sviluppo di armi a energia diretta, mentre Israele sta già implementando il proprio sistema laser, l'Iron Beam, previsto in servizio nel 2025. Yuval Steinitz, presidente di Rafael, definisce questo sviluppo una “rivoluzione tecnologica” che trasformerà la guerra nelle prossime decadi.

Anche l'Europa sta guardando con attenzione a questa evoluzione, pronta ad adattare le proprie strategie di difesa. L'obiettivo è chiaro: contrastare la crescente minaccia dei droni a basso costo con soluzioni efficienti ed economiche. La cifra parla da sé: il futuro della difesa aerea è sempre più luminoso, e sempre più laser.