Meta, la ia divora posti di lavoro: un nuovo taglio da mille persone
La corsa all'intelligenza artificiale sta riscrivendo le regole del gioco nel settore tecnologico, e Meta ne è l'esempio più recente e brutale. Un'ondata di licenziamenti, che colpisce centinaia di dipendenti, ha scosso l'azienda di Zuckerberg, con ripercussioni che si estendono ben oltre i confini degli Stati Uniti.

Ristrutturazioni a macchia di leopardo: chi paga il conto?
I tagli, che interessano meno di mille lavoratori su una forza lavoro globale di 79.000 unità, non risparmiano aree cruciali come le vendite, il reclutamento e, soprattutto, Reality Labs, la divisione incaricata dello sviluppo dell'hardware futuristico, tra cui visori di realtà virtuale e occhiali con intelligenza artificiale. Un'operazione, presentata dall'azienda come una mera riorganizzazione periodica per ottimizzare gli obiettivi, che nasconde in realtà una profonda revisione strategica.
Meta, lo ricordiamo, ha già subito un precedente giro di licenziamenti all'inizio dell'anno. La divisione Reality Labs, in particolare, aveva già visto l'uscita di oltre mille persone a gennaio. La cifra parla chiara: l'azienda sta puntando tutto sull'IA, anche a costo di sacrificare risorse e personale.
135 miliardi di dollari è la cifra che Meta aveva inizialmente previsto per gli investimenti in IA, una somma che, stando alle nuove dichiarazioni di Zuckerberg, potrebbe salire a 600 miliardi di dollari entro il 2028. Un impegno colossale, che richiede una razionalizzazione drastica delle spese e un riposizionamento delle competenze interne.
L'azienda, nel tentativo di accelerare lo sviluppo dell'IA, ha fatto ricorso anche all'assunzione di ex dirigenti di Google, esperti nel campo degli agenti di IA. Un segnale inequivocabile della direzione presa da Meta: un futuro in cui l'intelligenza artificiale non sarà solo uno strumento, ma il motore principale dell'innovazione e, forse, anche del ridimensionamento del suo organico.
A dispetto delle rassicurazioni del portavoce, che promette “opportunità alternative” per i dipendenti coinvolti, la realtà è che la transizione verso un'azienda guidata dall'IA sta comportando un costo umano elevato. La lealtà dei dipendenti, un tempo pilastro della cultura aziendale di Meta, è messa a dura prova da una strategia che privilegia la redditività a breve termine rispetto al benessere del capitale umano.
La vera scommessa per Zuckerberg è ora trasformare Meta in un'azienda di IA generativa, capace di competere con i colossi del settore. Un obiettivo ambizioso, che però si sta rivelando un terreno minato per migliaia di lavoratori.
Il futuro di Meta è dunque appeso a un filo, intrecciato con i codici dell'intelligenza artificiale e la fredda logica del mercato. Un futuro in cui l'efficienza, la velocità e l'innovazione tecnologica sembrano aver soppiantato i valori tradizionali dell'azienda.
