Mil milioni di dollari per morón: la usaf rinnova la sua presenza strategica in spagna

Un’iniezione di 400 milioni di dollari per la modernizzazione e la manutenzione della base aerea di Morón de la Frontera, vicino a Siviglia. Un affare che, lungi dall’essere un semplice accordo tecnico, innesca una nuova fase di tensione tra Spagna e Stati Uniti riguardo all’utilizzo di questa cruciale asseta militare.

Morón: il cuore del perimetro strategico usa in europa

Morón: il cuore del perimetro strategico usa in europa

La decisione della Forza Aerea americana, irrisolta nonostante le divergenze diplomatiche, testimonia l’importanza inestimabile di Morón per le operazioni strategiche statunitensi nel sudocidente europeo, a stretto contatto con il Nord Africa. Unica base operativa statunitense in Spagna, la base – con i suoi 1.400 ettari, un perimetro di 22 chilometri e 3.000 persone impiegate – rappresenta un fulcro logistico di primaria rilevanza.

Come sottolinea il capitano Naranjo dell’Ala 11, “Sulla penisola, c’è sempre un’unità di F-18 e di Eurofighter in allerta.” La storia di Morón affonda le radici nel 1940 con l’apertura dell’Aerodromo Militare Vázquez Sagastizábal, seguita poi dalla Scuola di Caccia attiva fino al 1956. Gli accordi di cooperazione del 1953 hanno sancito la presenza americana in Spagna, con Morón, insieme a Zaragoza e Torrejón, come un punto nevralgico della forza aerea americana.

La base, strategicamente posizionata tra Europa, Africa e Atlantico, ha operato in sinergia con alleati e Spagna, ospitando caccia, bombardieri e aerei da rifornimento. Dagli interventi in Africa alle operazioni di risposta rapida, passando per il supporto alle forze NATO, Morón è stata un elemento chiave, inclusa la fase di supporto ai voli del transbordatore spaziale fino al 2011. Un’infrastruttura vitale, come evidenzia la presenza della Forza di Reazione del Corpo dei Marines statunitensi, che ha operato nella base fino al 2022, trasferita in Italia.

Ma cosa equipaggiano i piloti di caccia F-18? Anche questo, come rivela il capitano Naranjo, è un elemento da non sottovalutare.

Il convenzione bilaterale del 1953, firmata da Franco e Eisenhower, ha agevolato la presenza americana in cambio di investimenti significativi per l’esercito spagnolo. Gli accordi successivi, aggiornati periodicamente, mantengono la sovranità spagnola sulla base, limitando l’uso a scopi bilaterali o multilaterali, con l’autorizzazione preventiva del governo spagnolo. Un meccanismo di controllo che, ironicamente, sottolinea l’importanza di Morón per le operazioni statunitensi nel Mediterraneo.

La base di Rota, pur più piccola, è altrettanto cruciale per la NATO, operando sotto il comando dell’Ala 86º di Trasporto Aereo e integrata nel 65º Gruppo di Base Aerea di Lajes. Il 496º Escuadrón di Base Aerea degli USA fornisce supporto aereo al combattimento e funge da base per operazioni avanzate e di transito. Un punto di convergenza strategico per la difesa europea.

La cifra finale di 400 milioni di dollari non è un semplice investimento, ma un segnale: gli Stati Uniti intendono mantenere il controllo di un’area strategica di importanza vitale, un’ancora di salvezza in un contesto geopolitico sempre più complesso e instabile.