Powell si prepara all'addio: una fed tra sfide e ombre del passato
Il prossimo 29 aprile potrebbe segnare un punto di svolta per la Federal Reserve americana: Jerome Powell, dopo anni di turbolenze, si appresta a lasciare il suo posto. Un addio inaspettato, mitigato solo da un recente dietrofront del Dipartimento di Giustizia che ha archiviato le indagini su di lui e sulla Fed, un tentativo di ritorsione legato al rifiuto di abbassare i tassi di interesse. Ma dietro questa transizione si cela un panorama di incertezze e potenziali shock per i mercati mondiali.
L'ombra di trump e il futuro di warsh
La questione dell'indagine su Powell aveva creato forti tensioni, con alcuni senatori che minacciavano di bloccare la nomina di Kevin Warsh come suo successore. La sua ascesa, però, non è priva di rischi. Warsh, il secondo nominato da Trump dopo Powell, si troverà a ereditare un'istituzione che, storicamente, è stata messa a dura prova da crisi e sfide. Basti pensare a Roy Young, la cui gestione coincise con la fine degli anni ruggenti e il crollo del '29, o a Marriner Eccles, costretto a navigare nella Grande Depressione e nel secondo conflitto mondiale.
Powell, nel suo mandato, ha dovuto affrontare una quantità di tempeste finanziarie, economiche e politiche senza precedenti, un tour de force che nemmeno i suoi predecessori hanno sperimentato. Dall'impatto devastante della pandemia, gestito con tagli dei tassi fulminei e iniezioni di liquidità, all'impennata inflazionistica dovuta alla guerra in Ucraina, che ha costretto la Fed ad alzare i tassi con una rapidità inattesa. E ora, con l'avvicinarsi di nuove elezioni, la minaccia di una guerra commerciale e la crescente tensione con l'Iran, la situazione si fa sempre più complessa.

Warsh: un cambio di rotta per la fed?
L'arrivo di Warsh non rappresenterebbe solo un cambio di leadership, ma una vera e propria trasformazione. Secondo Eiko Sievert di Scope Ratings, il suo approccio potrebbe portare a un giro di vite nella politica monetaria, con una possibile riduzione dei tassi basata sulla convinzione che l'intelligenza artificiale non genererà un'inflazione significativa – una visione ottimistica, per usare un eufemismo, in un contesto in cui l'inflazione resta elevata e i prezzi del petrolio continuano a salire.
Ma le implicazioni non si limiterebbero al campo monetario. Warsh potrebbe ridurre l'intensità della supervisione, favorire la deregolamentazione e dare meno importanza a temi come il rischio climatico e l'equità sociale. La riduzione del bilancio della Fed, inoltre, diventerebbe una priorità.
La vera prova del nove arriverà a giugno. Se la Fed dovesse decidere di abbassare i tassi senza un solido sostegno dei dati sull'inflazione, sarebbe un segnale di indebolimento della sua indipendenza. L'aumento dei prezzi dell'energia, alimentato dalla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, rappresenta una seria minaccia per la stabilità economica globale.
