Teams: microsoft ammette il disastro, arriva il 'modo efficienza'
Microsoft si piega alle innumerevoli lamentele: Teams, il colosso della collaborazione aziendale, sta prosciugando le risorse dei PC, rendendo l'esperienza utente un incubo, soprattutto per chi utilizza macchine meno recenti. Un problema noto da tempo, ora ufficialmente riconosciuto da Redmond, che tenta una (timida) inversione di rotta con l'introduzione di un nuovo sistema.
La ram divorata: un problema strutturale
Per anni, gli utenti hanno lamentato il consumo eccessivo di memoria RAM da parte di Microsoft Teams. La cifra parla da sé: anche con un utilizzo moderato, l'applicazione può assorbire fino a 1 GB di RAM, e la situazione peggiora esponenzialmente con l'aumento del numero di chat e conversazioni attive. Il problema non è isolato: applicazioni Windows costruite su tecnologie web legacy, come WebView2, sono notoriamente assetate di risorse. Discord, ad esempio, può arrivare a consumare ben 4 GB di memoria, mentre WhatsApp non è da meno, sprecando 1 GB anche in idle.

Il fallito tentativo copilot+ e l'inversione di marcia
Ironia della sorte, Microsoft aveva cercato di imporre un nuovo standard con il lancio di Copilot+ nel 2024, richiedendo un minimo di 16 GB di RAM per i PC. Un'imposizione che, evidentemente, si è rivelata prematura e fuori dalla portata di molti. Ora, l'azienda sembra aver capito di aver sbagliato, e sta correndo ai ripari con il 'Modo Efficienza'.

Un'altra svolta a u: i 32 gb ora sono un miraggio?
Questo non è il primo passo indietro di Microsoft in termini di requisiti hardware. A maggio 2026, l'azienda aveva pubblicato una guida tecnica che raccomandava ben 32 GB di RAM per il gaming su Windows 11, scatenando l'ira della comunità di giocatori, che non può permettersi un upgrade così oneroso. La guida è stata rapidamente rimossa, ma il messaggio è chiaro: la corsa all'hardware sempre più potente sta raggiungendo un limite.

Il 'modo efficienza': una trovata tardiva
Il nuovo 'Modo Efficienza' dovrebbe essere attivato di default su tutti i dispositivi. Il sistema monitorerà automaticamente le risorse del PC, attivando la modalità di risparmio quando necessario. L'obiettivo è permettere agli utenti di continuare a lavorare senza intoppi, anche su macchine meno performanti. L'implementazione, inizialmente prevista per fine maggio, è ora fissata per giugno 2026. Un tentativo disperato per salvare la reputazione di un prodotto che, a quanto pare, ha bisogno di una profonda revisione.
Il futuro? Microsoft, così come l'intero ecosistema Windows, dovrà fare i conti con una realtà ineluttabile: l'hardware consumer non seguirà all'infinito il ritmo imposto dai software sempre più esigenti. La partita è persa se continueranno a inseguire una corsa agli armamenti tecnologica senza tener conto delle esigenze (e delle tasche) degli utenti. Il 'Modo Efficienza' è solo un palliativo. La vera sfida è ripensare le fondamenta su cui si basa la piattaforma Windows.
