Wall street in volo: tech rally e ombre trump
Un terremoto di dati ha scosso Wall Street: l’azione di Nvidia, Intel e Micron sale a folate, mentre il Brent scende verso i 92 dollari. Ma dietro la facciata di un rally tecnologico, si nasconde un’ombra sempre più lunga.
La rivoluzione ai e le inversioni di tendenza
Dopo il brusco ribasso di ieri, il S&P 500 si risolleva del 0,8%, sostenuto da un’ondata di acquisti nel settore tech. L’allentamento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran ha alimentato ulteriormente l’ottimismo, con le aspettative concentrate sulla potenziale uscita in borsa di SpaceX. Ma la verità è che le azioni di Nvidia, Intel e Micron sono in piena corsa, un segnale inequivocabile del rinnovato interesse per l’intelligenza artificiale.
La notizia è che i produttori di chip, dopo mesi di difficoltà, stanno recuperando terreno. Un’iniezione di liquidità, non si può negare, ma la domanda cruciale è: fino a che punto questa frenesia è sostenibile?

Oracle e il costo nascosto dell’ia
Ma ecco il campanello d’allarme. Bloomberg rivela che Oracle, in un momento di stabilità relativa, si trova però ad affrontare un’enorme spesa. L’azienda prevede di investire 70 miliardi di dollari in capitali neti entro il 2027, un’operazione che mette in discussione i risultati attuali. L’aumento dei costi dei data center sta oscurando i progressi, alimentando dubbi e incertezze.
Donald Trump, con la sua solita retorica, ha riaperto il vaso di Pandora. Le minacce di un nuovo attacco contro l’Iran, se non si firma un accordo di pace, hanno scosso il mercato, con il petrolio che subisce un calo del 1%. Un rischio geopolitico che, comprensibilmente, alimenta la prudenza degli investitori.
In definitiva, la domanda che aleggia su Wall Street è chiara: la recente ripresa è un vero e proprio rally o una bolla destinata a scoppiare? La risposta, al momento, rimane incerta. E mentre i trader si interrogano, Oracle, con i suoi piani ambiziosi, dà l'impressione di voler ignorare i segnali di pericolo.
