Whatsapp apre il portafoglio: meta cede alle pressioni europee

La battaglia per il controllo dei chatbot è appena iniziata. Meta Platforms ha ceduto, aprendendo parzialmente WhatsApp a concorrenti come ChatGPT. La mossa, annunciata a sorpresa, arriva dopo mesi di minacce da parte dei regolatori europei che temevano una stagnazione nell'innovazione.

Meta apre whatsapp ai chatbot: un passo indietro o una mossa strategica?

Meta apre whatsapp ai chatbot: un passo indietro o una mossa strategica?

La decisione di Meta, comunicata da un portavoce della compagnia, prevede che per i prossimi 12 mesi i chatbot di intelligenza artificiale general purpose potranno operare su WhatsApp tramite la WhatsApp Business API. Questo, secondo l'azienda, è una risposta al processo regolatorio della Commissione Europea. L'apertura è però condizionata: le aziende dovranno utilizzare l'infrastruttura di WhatsApp e pagare una tariffa, una scelta che già suscita critiche.

Il fulcro del contenzioso riguarda le accuse di limitazione della concorrenza da parte di Meta, accusata di privilegiare il proprio assistente AI, Meta AI, escludendo alternative. Le autorità europee avevano minacciato sanzioni severe, arrivando a ipotizzare misure cautelari, in caso di mancata apertura.

L'accesso non sarà quindi totalmente libero. Il costo per integrare i chatbot rappresenta una barriera, secondo alcuni osservatori del settore, che temono una nuova forma di monopolio. Numerose aziende avevano già presentato reclami ai regolatori a gennaio, contestando il blocco. La cifra che si stima di aver perso il settore a causa di questa restrizione supera i 100 milioni di dollari.

La Commissione Europea continua la sua indagine, e il futuro dei chatbot su WhatsApp rimane incerto. Il compromesso di Meta, pur rappresentando una concessione, non risolve le tensioni. La concorrenza, tuttavia, ha un'arma in più. La battaglia per il dominio nel mercato dei chatbot è solo all'inizio.